Torna alla Home Page

Montagnana, città turrita medioevale
dal 13 al 14 maggio 2000

Una gita estemporanea, ideata e realizzata nel contesto di un viaggio
di ritorno da Montegrotto Terme (PD).


 

   Siamo partiti da Montegrotto Terme alle ore 13:15 e, percorrendo l'autostrada A 13 Padova/Bologna, siamo usciti, dopo circa 6,5 km., al casello di Monselice (in alto a sinistra). Da qui abbiamo proseguito, sulla S.S. 10 Padana Inferiore, in direzione di Este (foto di destra) che si trova a circa 9 chilometri. 
   Dato che erano già le 13:45  ci siamo fermati per mangiare una pizza. Dopo mangiato ci siamo diretti alla volta di Montagnana che dista altri 31 chilometri e mezzo.

   Siamo arrivati a Montagnana (qui sopra) nel primo pomeriggio e ci siamo diretti all'Albergo Aldo Moro che è raccomandato dalla nostra Superguida. Dopo esserci sistemati e rinfrescati siamo andati a visitare la città.  
   A poche centinaia di metri dall'albergo si trova la piazza principale, Piazza Vittorio Emanuele, sulla quale si affaccia il Duomo. In quel momento stavano per celebrare un matrimonio e allora siamo entrati a curiosare un po'. Una stupenda Rolls-Royce bianca aspettava gli sposi.
   Quando siamo usciti abbiamo imboccato la strada principale, quella che sarebbe il corso, cioè Via Matteotti, e che i locali chiamano Canal Grande. 
   Questa strada attraversa longitudinalmente, da est ad ovest, la città e va da Porta Padova (quella da dove siamo arrivati) fino alla parte opposta che si chiama Porta Legnago ricavata nella Rocca degli Alberi.
   Qui a sinistra è possibile avere un'idea dello sviluppo della cinta muraria. E' chiaramente visibile la porzione di spazio trattata a prato che circonda le mura per tutto il loro sviluppo.

   Qui sopra la porta vista dall'esterno; da sotto, le mura fanno veramente impressione; attraverso la porta passa la strada e quindi passano anche le macchine per le quali c'è un semaforo da entrambi i lati; all'interno della porta, praticamente al centro delle due aperture che una volta erano protette da ponti levatoi, c'è una cappella votiva.



   Attraverso la porta rientriamo nella città cintata e ritorniamo verso est lungo le mura di cinta a sud. Sullo sfondo della foto qui a sinistra è visibile il campanile della Chiesa di San Francesco (sotto a destra). 
   Da qui torniamo verso il centro della città, cioè verso il Duomo. Il Corso, su entrambi i lati, è completamente porticato e vi sono molti negozi. Uno in modo particolare attira la nostra attenzione. E' una bella pasticceria panetteria dove prenotiamo degli acquisti per l'indomani mattina, prima di tornare a Roma. La proprietaria ci fornisce anche il nome di un buon ristorante caratteristico nei paraggi dove andare a cena questa sera dato che quello suggeritoci dalla Superguida questa sera è chiuso.

   Riattraversiamo diagonalmente il centro città e passando per Piazza Vittorio Emanuele (sopra a sinistra) ci portiamo sotto le mura a nord. Qui abbiamo modo di vedere alcuni esemplari di abitazioni molto vecchie, ancorchè ben conservate. Alcune di queste sono state ricavate addirittura fra gli archi che si trovano sotto i camminamenti di guardia delle mura perimetrali e alcune hanno, perfino, un piccolo orto; per esempio, nella foto sopra a destra, si può vedere una di queste soluzioni che, nella fattispecie, ospita un ristorante.  

   Proseguendo arriviamo a Piazza Trieste che è contigua alla Porta Padova (qui a sinistra) dove si trova la più antica fortificazione di Montagnana, cioè il Mastio di Ezzelino a cui fu in seguito annesso il Castello di San Zeno a difesa di Porta Padova.
   Il complesso è ora sede di un Centro Congressi e Mostre, della Biblioteca Comunale, del Museo Civico (con le sezioni dedicate a reperti risalenti al periodo pre-romano e romano, alla storia medioevale, e la sezione musicale in onore di Giovanni Martinelli e Aureliano Pertile, due cantanti lirici nativi di Montagnana).
   E' ormai tardo pomeriggio, abbiamo girato sufficientemente la città ed essendo anche un po' stanchi ne approfittiamo per andare

a visitare il Museo. Nel prezzo del biglietto è compresa la guida, una signora molto brava che ci racconta non solo la storia di Montagnana ma anche quella di tutta la vallata dell'Adige e abbiamo modo di vedere dei reperti di grandissimo valore storico.   
   Recandoci verso la sommità del castello, attraverso alcune aperture nei muri vediamo la città sottostante; in alto, a sinistra, riconosciamo il campanile di San Francesco; al centro si può vedere il Duomo e, a destra, le mura dell'angolo di nord-est. Qui a sinistra indico i merli della torre, molto ben restaurati.
    Dal castello è visibile, fuori dalle mura di cinta, Villa Pisani. Essa fu edificata su progetto dì Andrea Palladio nel 1553. Si presenta come un corpo compatto, ingentilito nella parte frontale da un doppio ordine di semicolonne e dal frontone, che reca lo stemma dei Pisani affiancato da due figure alate rappresentanti la Fama.
   All'interno, uno dei più belli fra gli atri palladiani, che sempre sono fulcro delle ville veneziane del periodo, ornato da statue in stucco del Vittoria rappresentanti le quattro stagioni.
   Dopo la visita e dopo una scappata in albergo, andiamo a cena "Da Stona" il ristorante caratteristico consigliatoci dalla proprietaria della pasticceria. Non c'è quasi nessuno quando arriviamo, del resto sono appena le 20.00 e il locale comincia ad animarsi verso le 21.00; in compenso le vivande sono prelibate. Assaggiamo, così, il Prosciutto Dolce di Montagnana, che è una vera specialità della zona e, per la prima volta il ragù d'asino. Tutto sommato un modo più che dignitoso per concludere la serata.
   L'indomani mattina, domenica, passiamo a ritirare i dolci che avevamo ordinato e riprendiamo la strada del ritorno a casa.

 


Home Page     Riconoscimenti    Inizio pagina