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Siamo partiti da Montegrotto Terme
alle ore 13:15 e, percorrendo l'autostrada A 13 Padova/Bologna,
siamo usciti, dopo circa 6,5 km., al casello di Monselice
(in alto a sinistra). Da qui abbiamo proseguito, sulla
S.S. 10 Padana Inferiore, in direzione di Este
(foto di destra) che si trova a circa 9 chilometri.
Dato che erano già le 13:45 ci siamo
fermati per mangiare una pizza.
Dopo mangiato ci siamo diretti alla volta di Montagnana che
dista altri 31 chilometri e mezzo. |
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Siamo arrivati a Montagnana
(qui sopra) nel primo pomeriggio e ci siamo diretti all'Albergo Aldo Moro che è raccomandato dalla nostra
Superguida. Dopo esserci sistemati e rinfrescati siamo
andati a
visitare la città. |
A poche centinaia di metri dall'albergo si
trova la piazza principale, Piazza Vittorio Emanuele,
sulla quale si affaccia il Duomo. In quel momento
stavano per celebrare un matrimonio e allora siamo
entrati a curiosare un po'. Una stupenda Rolls-Royce
bianca aspettava gli sposi.
Quando siamo usciti abbiamo imboccato
la strada principale, quella che sarebbe il corso,
cioè Via Matteotti, e
che i locali chiamano Canal Grande. |
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Questa strada attraversa longitudinalmente, da est
ad ovest, la città e va da Porta Padova (quella da
dove siamo arrivati) fino alla parte opposta che si
chiama Porta Legnago ricavata nella Rocca degli
Alberi.
Qui a sinistra è possibile avere
un'idea dello sviluppo della cinta muraria. E'
chiaramente visibile la porzione di spazio trattata
a prato che circonda le mura per tutto il loro
sviluppo. |
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Qui sopra la porta vista dall'esterno; da sotto, le
mura fanno veramente impressione; attraverso la porta
passa la strada e quindi passano anche le macchine per
le quali c'è un semaforo da entrambi i lati;
all'interno della porta, praticamente al centro delle
due aperture che una volta erano protette da ponti
levatoi, c'è una cappella votiva. |
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Attraverso la porta rientriamo nella
città cintata e ritorniamo verso est lungo le mura di cinta a
sud. Sullo sfondo della foto qui a sinistra è visibile il
campanile della Chiesa di San
Francesco (sotto a destra).
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Da qui torniamo verso
il centro della città, cioè verso il Duomo. Il Corso, su
entrambi i lati, è completamente porticato e vi sono molti
negozi. Uno in modo particolare attira la nostra attenzione.
E' una bella pasticceria panetteria dove prenotiamo degli acquisti
per l'indomani mattina, prima di tornare a Roma. La
proprietaria ci fornisce anche il nome di un buon
ristorante caratteristico nei paraggi dove andare a cena
questa sera dato che quello suggeritoci dalla Superguida
questa sera è chiuso. |
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Riattraversiamo diagonalmente il centro città e passando per
Piazza Vittorio Emanuele (sopra a sinistra) ci portiamo
sotto le mura a nord. Qui abbiamo modo di vedere alcuni
esemplari di abitazioni molto vecchie, ancorchè ben
conservate. Alcune di queste sono state ricavate addirittura
fra gli archi che si trovano sotto i camminamenti di guardia delle mura
perimetrali e alcune hanno, perfino, un piccolo orto; per esempio, nella foto
sopra a destra, si
può vedere una di queste soluzioni che, nella fattispecie,
ospita un ristorante. |
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Proseguendo arriviamo a Piazza Trieste
che è contigua alla Porta Padova (qui a sinistra) dove
si trova la più antica fortificazione di Montagnana, cioè il
Mastio di Ezzelino a cui fu in seguito annesso il Castello di
San Zeno a difesa di Porta Padova.
Il complesso è ora sede di un Centro Congressi e
Mostre, della Biblioteca Comunale, del Museo Civico (con le
sezioni dedicate a reperti risalenti al periodo pre-romano e
romano, alla storia medioevale, e la sezione musicale in onore
di Giovanni Martinelli e Aureliano Pertile, due cantanti lirici nativi di Montagnana).
E' ormai tardo pomeriggio, abbiamo girato
sufficientemente la città ed essendo anche un po' stanchi ne
approfittiamo per andare |
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a
visitare il Museo. Nel prezzo del biglietto è compresa la
guida, una signora molto brava che ci racconta non solo la
storia di
Montagnana ma anche quella di tutta la vallata dell'Adige e abbiamo modo di
vedere dei reperti di grandissimo valore
storico.
Recandoci verso la sommità del castello,
attraverso alcune aperture nei muri vediamo la città
sottostante; in alto, a sinistra, riconosciamo il campanile di
San Francesco; al centro si può vedere il Duomo e, a destra,
le mura dell'angolo di nord-est. Qui a sinistra indico i merli
della torre, molto ben restaurati. |
Dal
castello è visibile, fuori dalle mura di cinta, Villa
Pisani. Essa fu edificata su progetto dì Andrea Palladio nel 1553. Si presenta come un corpo compatto, ingentilito nella parte frontale da un doppio ordine di
semicolonne e dal frontone, che reca lo stemma dei Pisani affiancato da due figure alate rappresentanti la
Fama.
All'interno, uno dei più belli fra gli atri
palladiani, che sempre sono fulcro delle ville veneziane del periodo, ornato
da statue in stucco del Vittoria rappresentanti le quattro stagioni. |
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Dopo
la visita e dopo una scappata in albergo, andiamo a cena
"Da Stona" il ristorante
caratteristico consigliatoci dalla proprietaria della
pasticceria. Non c'è quasi nessuno quando arriviamo, del resto sono appena le
20.00 e il locale comincia ad animarsi verso le 21.00;
in compenso le vivande sono prelibate. Assaggiamo,
così, il Prosciutto Dolce di Montagnana, che è una
vera specialità della zona e, per la prima volta il
ragù d'asino. Tutto sommato un modo più che dignitoso per concludere la
serata.
L'indomani mattina, domenica, passiamo a
ritirare i dolci che avevamo ordinato e riprendiamo la
strada del ritorno a casa. |
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