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Al
termine della stagionatura il lardo deve essere sodo ed elastico,
dal colore bianco perlato con tenui venature rosa
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(da Mondo Cucina - foto S.
Battaglia)
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Estratto
da "Lardo d'autore" di E. Lucchesi
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Camaiore,
Colonnata o Arnad? Il lardo dovrebbe essere lardo a qualunque
latitudine, dal momento che per lardo s'intende la parte grassa
della schiena del maiale (circa il 30 per cento del suo peso)
variamente aromatizzata e stagionata. Dovrebbe, appunto. Ma quando
si parla di lardo i buongustai e i gastronomadi più agguerriti
sfoderano argomenti e teorie che sembrano usciti dalle menti
bizantine di vecchi avvocati incalliti. Secondo i gusti personali,
ognuno difende il «suo» lardo che, naturalmente, è il migliore
in senso assoluto.
In pratica il
lardo è il pannicolo adiposo che si forma sotto la pelle del
maiale durante l'ingrasso e in termini di preparazione comprende
anche il tessuto cutaneo, vale a dire la cotenna: le due mezzene,
la destra e la sinistra, si ricavano tagliando l'animale lungo il
filo della schiena. Il grasso al termine della stagionatura, deve
essere sodo ed elastico e offrire una giusta compattezza. Sul
colore, una volta tanto, tutti d'accordo: dev'essere bianco
perlaceo con tenui venature rosate, senza macchie né striature, né
in sezione né in superficie.
Oltre
che come condimento di minestre e pietanze, il lardo è una vera
squisitezza servito così com'è, semplicemente tagliato a fettine
sottili e accompagnato da pane di campagna leggermente
abbrustolito: il calore che sprigiona dal pane lo renderà
piacevolmente fané. L'accompagnamento ideale di questa merenda
ruspante è un vino rosso giovane, brioso e sgrassante.
……………omissis
E poi, il lardo di Arnad.
Gemellato per «
lardesche» ragioni con Colonnata, il villaggio valdostano produce
il lardo forse più conosciuto e famoso d'Italia; senz'altro
quello più costoso. Un etto di lardo di Arnad costa, lira più
lira meno, quanto un etto di buon prosciutto. Generalmente
proveniente da maiali allevati localmente il delicatissimo lardo
di Arnad viene messo a maturare nei caratteristici contenitori di
legno a pianta quadra (40 x 40 x 70). La salamoia viene profumata
con pepe nero, le inevitabili bacche di ginepro e altre erbe
aromatiche tipiche della vallata. Sui tempi di stagionatura i
valdostani non si sbottonano: ciascun produttore custodisce
gelosamente il suo segreto così come il « trifolau» langarolo
non direbbe nemmeno sotto tortura dove ha trovato il suo
bell'esemplare di tartufo. Anche ad Arnad l'annuale, pingue sagra
del lardo; anche qui nella piazza più importante del paese, vino,
pane e lardo a volontà senza incertezze e senza rimorsi.
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