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Il
Castello di St. Pierre e il Museo di Scienze Naturali
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Il Castello di Saint Pierre sorge su uno sperone roccioso
che domina la strada che porta al Monte Bianco, a pochi
chilometri da Aosta, sulla sinistra orografica della Dora
Baltea. La fondazione del castello si può far risalire al
XII secolo. La sua struttura è stata però profondamente
modificata alla fine del secolo scorso, quando sono stati
aggiunti i merli e le fiabesche torrette angolari.
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1)
Davanti all'ingresso principale del castello. 2) Una delle
quattro torrette angolari. 3) Uno degli ingressi laterali
del castello.
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1)
Un particolare della serratura del portone laterale.
2) e 3) due
viste della sala del Trono.
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In
otto sezioni sono ricostruite e descritte le
caratteristiche degli ambienti naturali della Valle
d'Aosta. Nell'antica scuderia del Castello è allestita la
sezione dedicata alla mineralogia e alla geologia, seguono
le sezioni sugli aspetti climatici e glaciologici (1), la
flora valdostana (le origini e i rapporti con l'ambiente)
(2), la vegetazione (boschi, arbusteti, ecc.), la fauna
ornitologica (3), i grandi e piccoli mammiferi, gli
insetti. Sono ricostruiti quattro ambienti tipici
valdostani, in ognuno dei quali sono presenti
caratteristici esemplari di flora e fauna. Vi è inoltre
una collezione osteologica (stambecchi) del Parco
Nazionale del Gran Paradiso.
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Al
momento della nostra visita al Castello di Saint Pierre era in
corso una esposizione delle opere pittoriche di Valentino
Camiletti incentrata sulla fauna e sulla flora del Gran
Paradiso. In quella occasione abbiamo acquistato il libro
scritto da Camiletti ed illustrato proprio con le illustrazioni
ricavate da questi quadri. Il libro, che si intitola "Sui
sentieri del Re", con un chiaro accenno al territorio nel
quale Vittorio Emanuele II era solito andare a caccia di
stambecchi e di quant'altro, è stato edito da Priuli &
Verlucca nel mese di maggio del 2000 e stampato ad Aosta.
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....staccarsi almeno per
un pò dalla solita vita frenetica dell'uomo, significa tornare
alle radici.
Significa camminare per ore in salita, con il cuore che martella
le tempie nel freddo del mattino fino ad arrivare a perdersi nei
vasti spazi alpini, aspirando intensamente i profumi di resine
silvestri a cui le narici non sono più abituate e stendendosi
su un pascolo in fiore, restando immobili a osservare in alto,
nel cielo turchese, il volo di un'aquila.
Il mio modo più immediato per trasmettere questa sensazione
agli altri é sempre stato quello di dipingere.... (tratto
dalla introduzione del libro di Valentino Camiletti) |
Queste
sono due delle tante riproduzioni contenute nel libro. Un libro
che unisce la passione primaria dell'autore per la pittura a
quella non meno importante per la montagna. Una guida fatta di
emozioni più che di nozioni sui sentieri che percorrono in
lungo e in largo il Parco Nazionale del Gran Paradiso........ (Dalla
IV di copertina del volume) |
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